Il mondo davanti agli occhi e non soltanto in cuore
Pier Paolo Pasolini
"...Adesso non voglio discutere se ciò che si è fatto è stato male o bene; per conto mio credo che parecchio sia stato male; ma voglio dirle subito ciò che Lei capirà da solo quando sarà stato un anno fra noi: in Sicilia non importa far male o far bene; il peccato che noi Siciliani non perdoniamo mai è semplicemente quello di "fare" [...].
Il sonno, caro Chevalley, il sonno è ciò che i Siciliani vogliono, ed essi odieranno sempre chi li vorrà svegliare, sia pure per portar loro i più bei regali; e, sia detto fra noi, ho i miei forti dubbi che il nuovo regno abbia molti regali per noi nel bagagliaio.
Tutte le manifestazioni siciliane sono manifestazioni oniriche, anche le più violente: la nostra sensualità è desiderio di oblio, le schioppettate e le coltellate nostre, desiderio di morte; desiderio di immobilità voluttuosa, cioè ancora di morte, la nostra pigrizia, i nostri sorbetti di scorsonera o di cannella; il nostro aspetto meditativo è quello del nulla che voglia scrutare gli enigmi del nirvana.
Da ciò proviene il prepotere da noi di certe persone, di coloro che sono semi-desti; da ciò il famoso ritardo di un secolo delle manifestazioni artistiche ed intellettuali siciliane: le novità ci attraggono soltanto quando le sentiamo defunte, incapaci di dar luogo a correnti vitali; da ciò l'incredibile fenomeno della formazione attuale, contemporanea a noi, di miti che sarebbero venerabili se fossero antichi sul serio, ma che non sono altro che sinistri tentativi di rituffarsi in un passato che ci attrae appunto perché è morto [...] .
Siamo troppi perché non vi siano delle eccezioni... D'altronde vedo che mi sono spiegato male: ho detto i Siciliani, avrei dovuto aggiungere la Sicilia, l'ambiente, il clima, il paesaggio. Queste sono le forze che insieme e forse più che le dominazioni estranee e gl'incongrui stupri hanno formato l'animo: questo paesaggio che ignora le vie di mezzo fra la mollezza lasciva e l'asprezza dannata; che non è mai meschino, distensivo, umano, come dovrebbe essere un paese fatto per la dimora di esseri razionali [...] .
Questa violenza del paesaggio, questa crudeltà del clima, questa tensione continua di ogni aspetto, questi monumenti, anche del passato, magnifici ma incomprensibili perché non edificati da noi e che ci stanno intorno come bellissimi fantasmi muti; tutti questi governi, sbarcati in armi da chissà dove, subito serviti, presto detestati e sempre incompresi, che si sono espressi soltanto con opere d'arte per noi enigmatiche e con concretissimi esattori d'imposte spese poi altrove; tutte queste cose hanno formato il carattere nostro che rimane così condizionato da fatalità esteriori oltre che da una terrificante insularità di animo."
Non ho mai pubblicato il video di una pubblicità (né un video in generale), ma ammetto di avere trovato questa davvero interessante : "Sono le condizioni peggiori a rendere le cose straordinarie"...beh, non potrei essere più d'accordo!
E poi la soddisfazione di averla postata da sola è incommensurabile...Brava Nina!!!
...
- Ho pensato per te, ho ricordato
per tutti. Ora ritorni al cielo libero
che ti tramuta. Ancora questa rupe
ti tenta? Sì, la bàttima è la stessa
di sempre, il mare che ti univa ai miei
lidi da prima che io avessi l'ali,
non si dissolve. Io le rammento quelle
miei prode e pur son giunta con le folaghe
a distaccarti dalle tue. Memoria
non è peccato fin che giova. Dopo
è letargo di talpe, abiezione
che funghisce su sé... -Il vento del giornoconfonde l'ombra viva e l'altra ancora
riluttante in un mezzo che respinge
le mie mani, e il respiro mi si rompe
nel punto dilatato, nella fossa
che circonda lo scatto del ricordo.
Così si svela prima di legarsi
a immagini, a parole, oscuro senso
reminiscente, il vuoto inabitato
che occupammo e che attende fin ch'é tempo
di colmarsi di noi, di ritrovarci...

Raffaello Sernesi, "Marina a Castiglioncello", olio su tela, 1864

Telemaco Signorini, "L'alzaia", olio su tela, 1864
Silvestro Lega, "Il villino Batelli a Piagentina", olio su tela, 1863
La suprema felicità della vita è essere amati per quello che si è o, meglio, essere amati a dispetto di quello che si è
"Perchè segnare dei confini alla fantasia?
Restiamo nella confusione e nel vago di un sogno che ci rincorre incredulo anche lui, anche lui incasinato e dolce" Ottavio Ermini
"Non si può mai sapere che cosa si deve volere perchè si vive una vita soltanto e non si può nè confrontarla con le vite precedenti, nè correggerla nelle vite future...Non esiste alcun modo di stabilire quale decisione sia la migliore perchè non esiste alcun termine di paragone..L'uomo vive ogni casa per la prima volta, senza preparazioni..."